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Un giudizio sull’Islam? Impossibile senza Maometto e Corano

Dal precedente articolo possiamo convenire sul fatto che la sura 8 versetti 12-17 prescrive l’uccisione dei miscredenti:

“Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo, colpiteli su tutte le falangi! […] Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi.”

Nel Corano è anche previsto che, qualora potesse servire, un islamico possa mentire per poter ottenere vantaggi da un infedele. Ed è qui che arriviamo ad un versetto, molto in voga, per “dimostrare” che l’Islam è una religione di pace:

“Chi uccide un uomo è come se avesse ucciso l’umanità intera e chi ne abbia salvato uno sarà come se avesse salvato tutta l’umanità”

Ma andando a leggere attentamente il versetto, reperibile nel Corano tradotto ad opera di Hamza Piccardo, notiamo come siano state omesse diverse parole:

“Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l’umanità intera . E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità.”

E subito dopo:

“La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso”

Ai lettori le conclusioni.

C’è una notevole differenza tra Maometto e Cristo: il primo uccide per imporre la religione, il secondo si fa uccidere per la Salvezza altrui. Per notarlo è sufficiente avere onestà intellettuale, semplice logica. Non è necessario aver fede, tant’è che moltissime persone, pur non credendo, ne sono coscienti.

Ne consegue che la radicalità assume due connotazioni molto diverse nelle due religioni: l’uomo che viva radicalmente l’Islam, basandosi sul Corano, è portato ad uccidere gli infedeli che non si convertono. D’altra parte, chi vive radicalmente il Cristianesimo, basandosi sulla Bibbia, è portato ad uno sguardo sull’altro che inneschi in lui quelle domande eterne che portano alla conversione. Di fatto la radice di Bellezza, Giustizia e Verità è già presente nel cuore di ogni uomo e il cristiano può solo provocare negli altri una risposta propositiva a questa radice tramite la testimonianza di un Amore infinito.

Tuttavia molti (anche cattolici) replicano: “non possiamo giudicare, essere fondamentalisti o violenti”. Nessun giudizio viene dato alle persone, quello spetta a Dio e a Dio soltanto. Nessuno vuole essere violento, a questo ci pensano già gli esponenti dell’ISIS. Ma il giudizio sugli atti deve esserci e grandi Santi si sono espressi chiaramente sull’Islam: ricordiamo solo San Giovanni Bosco, San Francesco, Sant’Alfonso Maria de Liguori e San Giovanni Damasceno per fare degli esempi, ma ve ne sarebbero molti altri. Tutti islamofobi, mi domando? Credo che le loro parole siano più degne di nota delle mie, dal momento che la Chiesa Cattolica li ha elevati, con buona ragione, agli onori dell’altare.

Tutto ciò implica che ogni persona musulmana è crudele? La domanda è purtroppo mal posta.

In primis bisogna fare lo sforzo di separare il giudizio sulla persona dal giudizio sull’atto che compie. Questo ci permette di non assolvere l’Islam nel momento in cui trovassimo una persona, come si suol dire, “moderata”: il che è possibile perché il musulmano è una persona non per forza legata all’Islam, ma semplicemente conforme ad una cultura, un costume, una “tradizione” che non necessariamente deve sottostare alla legge coranica (cioè un uomo facente parte della umma, ovvero la comunità musulmana).

In secundis, così come nella fede cattolica una persona che rigettasse una parte qualsiasi della Dottrina verrebbe scomunicata latae sententiae (ovvero si auto-escluderebbe dalla comunità dei fedeli e non potrebbe più definirsi cristiana cattolica), allo stesso modo un islamico che rigettasse le parti del Corano che incitano alla conversione dei miscredenti con l’uso della forza non potrebbe più definirsi tale. Si può dunque asserire che un musulmano non necessariamente è islamico (per quanto possa sembrare strano è così).

Tutto questo, in definitiva, è fondamentale per comprendere che è impossibile scindere un giudizio sull’Islam da un giudizio sulla vita di Maometto e il suo Corano.

Questi articoli non vogliono essere una sorgente di odio, bensì si limitano a riportare dei fatti che tutti possono reperire con un po’ di pazienza e di tempo. Prendere coscienza della situazione e parlarne, soprattutto in un periodo in cui l’Europa (che ha rinunciato alle proprie radici e alla propria identità) sta subendo un attentato dietro l’altro non vuol dire “fomentare odio”, ma essere intelligenti (dall’etimologia intus legere: saper leggere la realtà in profondità) così da poter formare un giudizio chiaro sull’Islam in sé.

Non dobbiamo aver paura di dire la Verità. Perché la Verità è in un Dio fattosi uomo: Cristo. La paura ci paralizza e ci porta alla morte, mentre in Cristo, fonte zampillante dell’acqua viva, abbiamo la Vita. È per questo che il fulcro di ciò in cui crede il cristiano è la Resurrezione: senza di essa, per citare San Paolo, “vana è la nostra fede”.

About Fabio Fuiano

23 anni, studente nella facoltà di Bioingegneria a Roma 3. Dottore in Ingegneria Elettronica.

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