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Ed io che sono?

Di fuoco il cielo si tinge e l’aurora va risvegliando la terra assopita: danza sul mondo la luce, l’oscura insidia dilegui. Svaniscano i foschi fantasmi notturni, la colpa, che striscia nell’ombra, fugga percossa dai raggi del sole. Oh! Presto sorga l’alba lucente noi l’attendiamo in preghiera, mentre il mattino risuona di canti. Orazione dalle Lodi Mentre il vostro cuore vegliava con Cristo, il mio corpo cercava invano di risposare nella quiete notturna. Ora in piena luce e accarezzato della brezza mattutina mi ritrovo a scrivere queste strane parole. Ogni volta che alzo gli occhi al cielo e il mio sguardo …

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Glimpses of Joy

Alcune donne sono strane, sometimes they are glimpses of Joy. Appaiono, si fanno prossime, portano in regioni remote ai confini dell’oltre-mondo per poi abbandonarci nuovamente al nostro io abituale. Le donne vere sono quelle che permangono, che persistono, che rispondono, che diventano storia. I barlumi servono per far tornare noi stessi nella nostra propria dimensione autentica, nella dimensione autentica della nostra propria persona. Sono «visioni della Gloria che consegnano», che donano una dimensione rinnovata alla nostra persona. A volte illuminano, gettano luce nuova sul nostro desiderio, ri-cordandoci nuovamente, facendoci con-siderare sotto un cielo nuovo quale sia l’altezza e la profondità …

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Chiedere all’uomo naturale di seguire uno schema giusto è castrarlo

Chiedere all’uomo naturale di seguire uno schema giusto è castrarlo. La morale realizza l’io solo nella misura in cui è eccentrica, cioè un mettersi in relazione verso un centro che è fuori di noi e che ci calamita. Insomma la morale realizza l’io quando in fondo non è morale ma estetica. La formalizzazione descrittiva -e prescrittiva- di un rapporto vero con le cose è sistematizzazione dell’esperienza ontologica ed estetica, che però spesso, divenendo discorso, dimentica di affermare il presupposto che lo giustifica: l’apertura eccentrica dell’io e l’inveramento di questa apertura. Il moralista applica le stesse direttive del santo, ma con …

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Dio creò l’uomo per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici

In principio Dio plasmò Adamo, non perché avesse bisogno dell’uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici. Sant’Ireneo  Dio creò l’uomo per avere qualcuno a cui perdonare. Sant’ Ambrogio Dio creò l’uomo «per effondere su di lui i suoi benefici», «per avere qualcuno a cui perdonare». Spesso si tende a pensare sempre che ciò significhi che Dio creò l’uomo per avere qualcuno a cui rimettere i peccati. I due brani si completano a vicenda e possono essere letti da entrambe le chiavi prospettiche. Il primo brano però offre un significato più comprensivo: Dio creò l’uomo «non perché …

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