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PoeDanto #2: Come digiuno mendico

D’indorate stagioni venture Io, mirando le nevi svettanti Contro il cielo turchino cadenti, Nel pensiero creo d’amor figure. Colpevole di bruciar sorpresa L’aedo che’l duro arco regale Ed il ligneo talamo nuziale Cantasse pria di Posidon contesa. Ma come al digiuno mendico Meschino è rimbrottar se a tetto O pane volge pensier cronico, Così io, non di cibo ma d’amore Affamato, aspiro ed agogno Tra le braccia’l corpo tuo avere.

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L’amore elfico

Tutti sappiamo che nel Medioevo si è diffusa la letteratura dell’amore lontano, alle volte felice ed alle volte no; alle volte la distanza è data dalla distanza fisica, alle volte dalla morte. Qualcuno poi avrà anche letto Rudel e l’avrà potuto approfondire. Molti meno però sanno che esiste un corrispettivo letterario celtico, forse legato all’origine di quest’ultimo o forse no, che racconta l’amore fra un essere del mondo fatato ed un umano che segue diversi schemi. In alcuni un umano viene sedotto da un elfo e poi abbandonato; in altri invece c’è un incontro e un periodo di prova dato dalla …

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L’amore rende chiaroveggenti, spinge lo sguardo più in alto e più nel profondo

Una ispirazione buona mi ha visitato in questa mattina lungo la via del ritorno dalla santa Messa dopo aver ricevuto la grazia di venir inabitato dalla presenza del e dell’amore del Cristo eucaristico, mentre contemplavo il chiarore di questo nuovo e strano giorno così ricco di luce. L’amore, l’amore reale, operoso, attivo, l’amore paziente, silenzioso e che sa attendere, dilata il cuore. L’amore è un peso dolce, è un giogo dolce e al tempo stesso doloroso; ci divide da noi stessi, ci fa perdere noi stessi e fa tornare rinnovati a noi stessi, allarga il cuore e al tempo stesso …

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Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea

Viene affermato nella Evangelii gaudium che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (47: 1039). È vero, l’Eucaristia, il Santissimo Sacramento, il Pane del Cielo non è per coloro che si credono perfetti, non è elargito a coloro che si credono arrivati, è dono eminentissimo, dono sommo, Gesù Cristo, per coloro che vogliono entrare nella Vita. Sbaglieremmo nel credere però che ciò possa significare che questo dono sia concesso incondizionatamente, una sorta di paradossale dono a tutti i costi. No. Esso, proprio in quanto dono, necessita di essere accettato, …

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Glimpses of Joy

Alcune donne sono strane, sometimes they are glimpses of Joy. Appaiono, si fanno prossime, portano in regioni remote ai confini dell’oltre-mondo per poi abbandonarci nuovamente al nostro io abituale. Le donne vere sono quelle che permangono, che persistono, che rispondono, che diventano storia. I barlumi servono per far tornare noi stessi nella nostra propria dimensione autentica, nella dimensione autentica della nostra propria persona. Sono «visioni della Gloria che consegnano», che donano una dimensione rinnovata alla nostra persona. A volte illuminano, gettano luce nuova sul nostro desiderio, ri-cordandoci nuovamente, facendoci con-siderare sotto un cielo nuovo quale sia l’altezza e la profondità …

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Dio creò l’uomo per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici

In principio Dio plasmò Adamo, non perché avesse bisogno dell’uomo, ma per avere qualcuno su cui effondere i suoi benefici. Sant’Ireneo  Dio creò l’uomo per avere qualcuno a cui perdonare. Sant’ Ambrogio Dio creò l’uomo «per effondere su di lui i suoi benefici», «per avere qualcuno a cui perdonare». Spesso si tende a pensare sempre che ciò significhi che Dio creò l’uomo per avere qualcuno a cui rimettere i peccati. I due brani si completano a vicenda e possono essere letti da entrambe le chiavi prospettiche. Il primo brano però offre un significato più comprensivo: Dio creò l’uomo «non perché …

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