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“Ordinarie follie” di Edoardo Dantonia Una cosa che fatico veramente a comprendere e, di conseguenza, a sopportare è la violenta e decisa avversione nei confronti degli stereotipi e dei pregiudizi. Pare che avere pregiudizi e possedere stereotipi sia proibito dal libero pensiero. Se ciò vi suona contraddittorio, siete assolutamente sani di mente; è chi applica […]

Stereotipo e pregiudizio

“Ordinarie follie” di Edoardo Dantonia

Una cosa che fatico veramente a comprendere e, di conseguenza, a sopportare è la violenta e decisa avversione nei confronti degli stereotipi e dei pregiudizi. Pare che avere pregiudizi e possedere stereotipi sia proibito dal libero pensiero. Se ciò vi suona contraddittorio, siete assolutamente sani di mente; è chi applica tale contraddizione ad avere seri problemi. In fondo, il libero pensiero dovrebbe ammettere la libertà di formulare qualunque pensiero, dentro e fuori qualunque schema, per l’appunto. Eppure, se qualcuno osa utilizzare schemi fissi come quelli sopra citati, il libero pensiero prende la sua vera forma, come un dottor Jekyll in preda al delirio del signor Hyde, e urla e strepita e demolisce ogni cosa. Come un bambino capriccioso, scalcia e piange al solo sentir parlare di stereotipi; al solo percepire odore di pregiudizio, batte i pugni e trattiene il respiro diventando rosso in volto. Ma al libero pensiero non è forse mai venuto in mente che lo stereotipo e il pregiudizio potrebbero non essere poi così malvagi, che in mezzo a tante idee sbagliate ve ne sono anche di giuste. E poi, per dirla tutta, il fine dell’usare stereotipi e pregiudizi non è aver ragione, non è trovare per forza la risposta giusta. Avere schemi precostituiti ha la stessa utilità per la mente che le strade hanno per auto e motociclette: potranno anche portare in luoghi sbagliati, spesso e volentieri, ma almeno permettono di viaggiare. Avere punti fissi entro cui muoversi il più delle volte è l’unico modo che abbiamo di ragionare; anzi, forse senza punti fissi non è possibile ragionare in alcun modo. Se non parto dal presupposto che domani il sole sorgerà, anche se di fatto non posso dimostrarlo e dunque potrei definire questa affermazione un pregiudizio, mi sarà impossibile attuare qualsiasi decisione, impostare qualunque lavoro. Come riuscirebbe il contadino a coltivare le proprie piante se dovesse rifiutare di credere che il sole le illuminerà giorno dopo giorno, donando loro vita? A che pro organizzare una vacanza al mare se mi è preclusa la possibilità di presumere che una volta lì potrò liberarmi dei miei abiti e tuffarmi in acqua? L’assenza di pregiudizi e stereotipi genera immobilità, la quale genera a sua volta angoscia. Dalla noia ci salvano i pregiudizi.
Ma poi, alla fine, non è forse uno stereotipo il fatto stesso di considerare malvagi gli stereotipi? Non è un odioso pregiudizio che tutti i pregiudizi debbano risultare odiosi? Non è da bigotti pensare che qualcosa sia cattivo a prescindere solo perché il pensiero comune lo afferma?

About Edoardo Dantonia

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Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.

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