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Se l’aborto è una “festa” … La donna offra la vita!

Non molti forse sanno che il 28 Settembre si è tenuta la “Giornata Mondiale per l’Aborto libero e sicuro”. In Piazza Esquilino a Roma, è stata condotta una manifestazione in tal senso. Queste persone sono liberissime di manifestare, come lo erano le persone nella Marcia per la Vita, ma per cosa si è manifestato? L’associazione femminista “Non una di meno” ha risposto: “perché venga riconosciuta in tutti i paesi del mondo la libertà di scelta delle donne” e “l’aborto sia ovunque libero, depenalizzato, gratuito”.

Alla scorsa Marcia per la Vita ho avuto modo di conoscere Gianna Jessen: per coloro che ancora non la conoscessero Gianna è una donna sopravvissuta ad un aborto salino al settimo mese di gravidanza. La sua storia è facilmente reperibile sul web ed è molto toccante. Nel suo intervento sul palcoscenico ha voluto rinnovare, alle stesse femministe che oggi manifestano a Roma, una domanda molto semplice:

“Se l’aborto era esclusivamente un diritto di mia madre, dov’era il mio diritto quel giorno?”

E poi aggiunge:

“Lo so che ai benpensanti non piace parlare di Gesù Cristo, ma io sono viva grazie a Lui e se non fosse così non avrei nulla da raccontare”.

Una testimonianza forte ma ancora non ho sentito la risposta da parte delle femministe.

In questa giornata loro parlano del fatto che la donna è vittima di violenza: dato innegabile seppur non assoluto. Tuttavia l’aborto non è una violenza sulla donna? Ogni volta mi si risponderà: è per lo stupro! E la si adduce quasi come l’argomentazione principale per giustificare la validità di questa pratica. Quello che però non si dice è essenzialmente che porre una questione particolare e farla valere in maniera generale è di una fallacia logica mostruosa: siccome esiste lo stupro allora l’aborto deve essere lecito e libero per tutti. Per evidenziare meglio il concetto dello sfacelo della logica proviamo a fare un esempio estremo: “se un uomo stupra allora tutti gli uomini sono stupratori”. Non fa una grinza vero? Non vedete quanta logica c’è in questa frase?

Dal momento che lo stupro è una potenzialità reale allora si vuole garantire l’aborto in ogni caso. Mi è stato raccontato purtroppo di una edulcorata “interruzione volontaria della gravidanza” (leggasi omicidio) da fare al più presto per una vacanza. Ah. Caspita quanto amore. Ma tanto, voglio dire, quello che porti in grembo è solo un “grumo di cellule” che, tuttavia, su Marte non si esita a definire vita. Ma questi sono solo dettagli dopo tutto. Come è un dettaglio che il Sistema Nervoso di un bambino cominci a svilupparsi nei primi 20 giorni di gravidanza. Come è un dettaglio che possa sentire il dolore. Come è un dettaglio che esso abbia un corpicino che viene letteralmente tagliuzzato (e non mi venite a dire che ho una visione macabra dell’aborto, andatevi a studiare come si effettua e poi ne riparliamo).

Evidenziata dunque la fallacia logica del ragionamento che parte dal particolare e generalizza, in una tematica delicata come questa, vorrei ora condurre una piccola riflessione. La violenza sulla donna si combatte garantendo un’ulteriore violenza? Andatevi a sentire delle testimonianze di donne che hanno abortito (quantomeno quelle che non hanno una coscienza totalmente anestetizzata da un’ideologia della morte o quelle che mentono a se stesse) se hanno onestà intellettuale ed emotiva, vi diranno che se ne sono pentite e che hanno provato un profondo dolore (sia fisico che psicologico, nessuna parte di una donna è esente da un trauma). Quindi, ad una donna stuprata, già arrabbiata con la vita per quello che le è accaduto, le femministe vorrebbero che fosse garantito il diritto a soffrire ulteriormente (senza contare il fatto che il bambino non ha colpa di quello che è successo, ma va be, è ancora un grumo di cellule quindi apposto). La Verità è che, con le loro battaglie in questo senso, hanno toppato e continueranno sempre a toppare: perché la vita che loro odiano è quella che consente loro di stare al mondo. Chi odia la vita non può in alcun modo amare: come si fa a vivere se non si ama? E come si fa ad amare se non si dona la vita? E la donna lo può fare persino fisicamente … con un atto che ogni volta che si ripete acquista una valenza sempre più miracolosa. Ma non riuscite a vedere la bellezza della vita? Non riuscite a vedere quanta bellezza c’è nel primo vagito di un bambino che riempie i propri polmoni di aria per la prima volta? Non provate stupore per gli ormoni (in concentrazioni precisissime al livello micro) che entrano in gioco per far si che un bambino nasca? Ma lo sapevate che l’emoglobina dei feti ha dei moduli proteici più efficienti rispetto a quelli di un adulto per poter garantire un trasporto di ossigeno perfetto?

Persino la chimica e la biologia sono pro-vita, tutto quello che potete vedere, fino al singolo atomo costituente la materia è testimonianza profonda di vita. E voi volete festeggiare la morte dedicandole anche una giornata mondiale. Quale futuro potrete avere voi? E quale futuro potrà avere il mondo se si continuerà a celebrare la morte a scapito della vita?

About Fabio Fuiano

23 anni, studente nella facoltà di Bioingegneria a Roma 3. Dottore in Ingegneria Elettronica.

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