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Madonna “Umilìenie”

Madonna “Umilìenie”
(della Tenerezza di Vladimir)
cioè “colei per cui ci si intenerisce”

“Dimmi, dolce Maria,
dagli occhi grandi,
mare di tristezza,
dove corre il tuo sguardo
mentre il Figlio
ti abbraccia e ti consola?”

“La Sua parola venne
sulle ali dell’Angelo
dentro il mio cuore,
nella mia carne
come un uragano,
come una ferita.
Svuotandomi,
riempendomi
della Sua Presenza.
La mia carne fiorita
esulta
nell’abbraccio del Figlio,
( Io Sposa, Madre, Figlia)
e immobile
foresta pietrificata
respiro
dentro il mio “Sì”.
Sono grotta, dimora
casa, spada
della mia stessa carne.,
mare di dolore,
rifugio, tenerezza,
consolazione”

“Vorrei, santa Maria,
perdermi nei tuoi occhi,
lavarmi
con le tue lacrime.
Dentro il tuo manto scuro
farti compagnia” (angelo mandorlo)

Nella lingua russa, infatti, questo modello iconografico assume il nome di “Umilìenie” cioè “colei per cui ci si intenerisce”, a differenza del corrispondete greco “Eleousa”: “colei che si intenerisce”. La Madre esprime la potestà di intenerire il Figlio: intercede presso di lui in favore dell’umanità. (Maria Grazia Targa), L’icona della Madonna della Tenerezza ha accompagnato per secoli la storia del popolo russo. Da Vladimir dove era venerata nella Chiesa della Dormizione, durante la rivoluzione bolscevica, è stata portata al Museo Tetriakov, dopo essere stata spogliata della riza (copertura) di argento e pietre preziose.

Alla Madre di Dio fu risparmiata la morte, ma non tutta la precarietà della vita. Si impressero nel cuore di quella mamma sedicenne le parole del vecchio Simeone: ” E a te una spada trafiggerà l’anima”.
Madre della gloria, perchè prima Madre del dolore, di tutto il dolore del mondo che prendeva forma sul corpo del Suo Figlio nella Passione. Portata sempre altrove, senza sapere. E la sua salita al cielo in anima e corpo la sorprese forse all’alba, quando tutto era silenzio, in un’estasi immobile e festosa, come un trasalimento per una nuova partenza, l’ultima, come un volo di colomba.

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