PoeDanto

PoeDanto #3: Biella

Biella, di picciol fatta secondo’l nome Ma vasta e ampia e alta agli occhi, Antichi monti solcan l’orizzonte E fiumi e rivi corron senza posa. Di dura cervice la gente tua, Tanto che più del feroce orso O del lesto e veloce camoscio, Mulo simbol tuo esser dovrebbe. Biella, troppi son quelli che ’nfamia Di te ovunque van dicendo tronfi, Ingrata prole di dolorosa madre. Terra mia, pochi son quelli che lodo Scelgon delle tue bellezze dire, Ed io un di questi fiero sono.

Continua a leggere »

PoeDanto #2: Come digiuno mendico

D’indorate stagioni venture Io, mirando le nevi svettanti Contro il cielo turchino cadenti, Nel pensiero creo d’amor figure. Colpevole di bruciar sorpresa L’aedo che’l duro arco regale Ed il ligneo talamo nuziale Cantasse pria di Posidon contesa. Ma come al digiuno mendico Meschino è rimbrottar se a tetto O pane volge pensier cronico, Così io, non di cibo ma d’amore Affamato, aspiro ed agogno Tra le braccia’l corpo tuo avere.

Continua a leggere »

PoeDanto #1: Luce fu

Quand’anche’l sole nell’ombra morisse E la luce gli occhi più non colpisse, Nessun diritto s’avrebbe d’esser tristi Che’l sole t’illuminò e tu fosti. Mai uomo ebbe modo alcuno Di misurar l’enorme debito Verso chi ci fece ad uno ad uno, Colto da meraviglioso fremito. Orsù dunque, amici adorati, Gioite con me pel cielo turchino, I fiori, i libri e i verdi prati! Bando a qualunque tristezza! Al diavolo angosce e paure! È peccato rigettar contentezza.

Continua a leggere »