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Edoardo Dantonia

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Edoardo Dantonia: classe 1992, sono il più giovane e il più indegno di questo terzetto di spostati che si fa chiamare Schegge Riunite. Raccontavo storie ancor prima di saper scrivere, quando cioè imbastivo veri e propri spettacoli con i miei pupazzi, o quando disegnavo strisce simili a fumetti su innumerevoli fogli di carta. Amante della letteratura, in particolare quella fantastica e fantascientifica, il mio sogno è anche la mia più grande paura: fare della scrittura, cioè la mia passione, il mio mestiere. Ho esordito lo scorso settembre col mio primo libro, Rivolta alla Locanda, racconto umoristico ispirato al mio modello letterario, Gilbert Keith Chesterton.

L’orco non è solo

Sulle ultime dichiarazioni della Lawrence, cioè sul fatto che molte attrici come lei siano state sottoposte a rigide e umilianti selezioni in base a bellezza e girovita (ma la cosa vale anche e soprattutto per tutte le altre molestie di cui si è parlato in questi giorni), non viene a nessuno un rigurgito nei confronti di questa semplificazione? Nessuno si chiede: “Ma davvero la faccenda riguarda solo carnefice e vittima? Veramente abbiamo A che vessa B, B che subisce A e basta?”. Non dico che sia lei a semplificare, ci mancherebbe. Siamo noi che ci nutriamo di queste notizie senza …

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Stuprus in fabula

Esiste una retorica che trovo a dir poco insopportabile che vorrebbe ignorare il male in favore di una sorta di libertà, che altro non è che mera illusione di poter fare quel che si vuole a dispetto di pericoli oggettivi. Questa retorica spicca nel dibattito sullo stupro e vorrebbe le donne assolutamente libere di vestirsi come vogliono, di non sottostare alla tirannia del maschio violentatore. Io sono del tutto d’accordo: la donna dovrebbe essere libera di andare in giro nuda senza timore che qualcuno l’aggredisca. Dovrebbe. Purtroppo il mondo non è giusto, o come si suol dire “la giustizia non …

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Io sto coi catalani

Innanzitutto devo chiedere scusa a chiunque abbia aperto l’articolo, poiché il titolo è quel che nel linguaggio della rete viene comunemente detto “clickbait”, letteralmente un “amo per click”, una calamita per visualizzazioni, e di fatto non rappresenta propriamente il mio punto di vista. Esso sarebbe meglio rappresentato da un titolo come “io starei coi catalani”, o “io potrei stare coi catalani”; ma non sarebbe altrettanto d’effetto. D’altronde internet funziona come un grande mercato e vende di più chi sa rendere più accattivante e invitante il proprio prodotto. Ora, io non vendo, nel senso stretto del verbo, un bel niente; ma …

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PoeDanto #5: Uomo è uomo

Donde mai i vecchi arrivaron? Alia stella diede lor causamento? Da misteriosi spechi forse usciron, O li creò fatal esperimento? E di qual oscura fatta pueri son? Negra magia lor sembianze ridusse? Chi sa se da pietrosa fonte vengon, Come araldi che’l dio d’amor produsse? Ma se in terra o in ciel cosa certa esiste, Persin più d’eterno sonno e imposte, È che uomo è uomo da che sussiste. Torto l’Afro avea, e l’Ipponate ragion: Di vita ponente morbus non est E d’infanti puri animi non son.

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Io sono John Tolkien

Quando dico di sentirmi assai vicino a quelli che definisco “amici di carta”, cioè a quella schiera di autori, letterati e santi che mi accompagna giorno per giorno con le loro parole, le persone molto spesso mi fraintendono. Quando dico di provare una certa comunione con Tolkien, Lewis, Chesterton e Guareschi, o con Beato Piergiorgio Frassati, San Francesco d’Assisi e Santa Giovanna d’Arco, normalmente la gente pensa senza esitare che io mi voglia elevare al loro livello, che io mi senta pari di un grande autore o di un santo della Chiesa. Questo è un errore comprensibile: l’uomo è creatura …

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PoeDanto #3: Biella

Biella, di picciol fatta secondo’l nome Ma vasta e ampia e alta agli occhi, Antichi monti solcan l’orizzonte E fiumi e rivi corron senza posa. Di dura cervice la gente tua, Tanto che più del feroce orso O del lesto e veloce camoscio, Mulo simbol tuo esser dovrebbe. Biella, troppi son quelli che ’nfamia Di te ovunque van dicendo tronfi, Ingrata prole di dolorosa madre. Terra mia, pochi son quelli che lodo Scelgon delle tue bellezze dire, Ed io un di questi fiero sono.

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PoeDanto #2: Come digiuno mendico

D’indorate stagioni venture Io, mirando le nevi svettanti Contro il cielo turchino cadenti, Nel pensiero creo d’amor figure. Colpevole di bruciar sorpresa L’aedo che’l duro arco regale Ed il ligneo talamo nuziale Cantasse pria di Posidon contesa. Ma come al digiuno mendico Meschino è rimbrottar se a tetto O pane volge pensier cronico, Così io, non di cibo ma d’amore Affamato, aspiro ed agogno Tra le braccia’l corpo tuo avere.

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PoeDanto #1: Luce fu

Quand’anche’l sole nell’ombra morisse E la luce gli occhi più non colpisse, Nessun diritto s’avrebbe d’esser tristi Che’l sole t’illuminò e tu fosti. Mai uomo ebbe modo alcuno Di misurar l’enorme debito Verso chi ci fece ad uno ad uno, Colto da meraviglioso fremito. Orsù dunque, amici adorati, Gioite con me pel cielo turchino, I fiori, i libri e i verdi prati! Bando a qualunque tristezza! Al diavolo angosce e paure! È peccato rigettar contentezza.

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“Keep me in your memory”

Era un marzo di dieci anni fa, un giovedì mi pare. Io accompagnavo il mio amico Manuel alla fermata del bus, dopo le lezioni al Liceo, senza sapere che quella sarebbe stata l’ultima volta. Il giorno dopo Manuel non venne a scuola, e non ci venne mai più. L’ultima cosa che abbiamo fatto insieme, a parte sparare cazzate, è stata ascoltare i Linkin Park. Anzi, dopo giorni che io giravo a rompere le palle con la loro musica a palla nel cellulare, si era deciso a farsela passare via bluetooth; così camminando verso la fermata gli ho inviato quelle che …

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