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Camillo Samsa

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Schegge di verità

“Nel cielo la verità è una, da noi c’è una moltitudine di verità, di schegge della verità che non si possono comporre fra loro”. Pavel Aleksandrovič Florenskij  

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“La luce fa miracoli” per Cabiria di Fellini. La metanoia della protagonista di Le notti di Cabiria

“La luce fa miracoli”, è una frase del cineasta Federico Fellini. Ebbene la luce, che nel cinema è sia struttura che mezzo, nel film Le notti di Cabiria diventa deus ex machina, pietra filosofale. Le notti di Cabiria esce nel 1957, il cinema italiano vive la coda lunga del neorealismo e Fellini è ormai uno dei più noti registi dell’epoca. Fellini partecipa all’umwelt di quel periodo, non si sottrae e quindi nel suo Cabiria ritroviamo elementi tipici del neorealismo come la periferia romana, abitata da quelli che Pasolini definirebbe sottoproletariato. E Pasolini non è citato casualmente, in quanto nel 1955 …

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E tornammo a riveder Tarkovskij

Breve invito a rivedere Tarkovskij Il nome di Andrej Tarkovskij è associato a film lungi, difficili, ma è lui stesso che corregge la prospettiva con cui affrontarli: “i miei film sono per un’élite? Sono incomprensibili? Poi, se il cinema è arte, è ridicolo distinguere fra arte facile e arte difficile. […] Certo, se il cinema è una merce, tipo chewing gum, allora non si può paragonarlo ad altri tipi di arte. Ma a mio avviso il cinema è arte, ha un’altissima qualità poetica e si pone a livello delle altre muse, delle arti più antiche e nobili. Goethe sosteneva che scrivere un buon libro è …

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Naum Kleiman: Ejzenstejn era cristiano

Sergej Michajlovich Ejzenstejn era cristiano. Certamento fu il cantore della sanguinosa rivoluzione d’Ottobre, con l’omonimo film del 1928. Lo era già stato, menestrello del comunismo russo, anche col film precedente del 1925: la celeberrima Corazzata Potemkin. Ma Ejzenstejn era cristiano prima di tutto perché battezzato. Poi nel 1916 ebbe una crisi spirituale, scrisse anni dopo che in quell’anno vi fu a San Pietroburgo la sua ultima confessione. Non una avversione alla fede in sé, bensì più una critica alla chiesa come istituzione. Poi i fatti del 1917 e tutto ciò che comportarono per i fedeli russi è storia, non c’è da …

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Il futuro verrà da un lungo dolore e un lungo silenzio

Interrogativi sulla poesia, i poeti e la lingua Rispondono: Iosif Brodskij: (Leningrado 1940 – New York 1996) Poeta, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1987. Fu accusato e condannato in Russia per essere un parassita sociale, per pornografia e per essere antisovietico. Visse in esilio molti dei suoi anni. Testi: Iosif Brodskij, Dall’esilio, Milano, Adelphi Giorgio Caproni: (Livorno 1912 – Roma 1990) È considerato uno dei più grandi poeti del secondo novecento italiano. Oltre che poeta è stato saggista, critico, traduttore di Baudelaire, Genet, Proust, Céline, e, per un breve periodo, maestro nelle scuole elementari. Testi: Giorgio Caproni …

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La bellezza come splendore del Ver(b)o

Interrogativi sull’arte sacra, l’icona e l’iconclastia Rispondono: Pavel Alexandrovic Florenskij: (Yevlax 1882 – Oblast’ di Leningrado 1937), scienziato, filosofo, teologo russo. Sacerdote ortodosso a martire cristiano del Gulag sovietico, massimo pensatore del Novecento europeo e profondo teorico dell’icona. Testi: Pavel Florenskij, Le porte regali saggio sull’icona, Milano, Adelphi. John Lindsay Opie: (1928), Docente di letteratura anglo-americana, di storia dell’arte medievale e d’iconologia in diversi atenei italiani, è stato il primo titolare della cattedra di arte bizantina all’Università di Roma Tre. Testi: John Lindsay Opie a cura di Alessandro Giovanardi, Nel mondo delle icone Dall’India a Bisanzio, Milano, Jaca Book. Georg …

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