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Era dai tempi dell’invenzione della zip che qualcosa non impattava così violentemente l’essere temporale per eccellenza

La tecnologia ha reso più rapida la comunicazione, velocizzando così tutti i processi che vanno necessariamente a cavallo delle informazioni e delle cose e dei fatti da conoscere e trasmettere: il lavoro, la stampa, il fidanzamento, il carteggio.
La domanda è se la struttura dell’antropologico, ovvero come l’uomo è fatto, sia adeguata a tale velocità e se quindi quei processi vengano metabolizzati con la stessa qualità esistenziale. Alla velocità imposta, poi, non puoi sottrarti, perché non puoi non rispondere agli sms aspettando i giorni che ci metterebbe la lettera, non puoi partecipare al mercato del lavoro come se la competizione non fosse modificata dal fatto che gli altri concorrono potendo spostarsi velocemente, non puoi riflettere su una notizia o scriverne come se dopo 10 minuti non ne arrivasse già un’altra che rende vecchia la precedente.
Era dai tempi dell’invenzione della zip, la cerniera lampo, quando -come scrive Ray Bradbury- l’uomo del bottone aveva perso la sua sana mezzora di filosofia mattutina, quella praticata allacciando decine di bottoni, che qualcosa non impattava così violentemente l’essere temporale per eccellenza, cioè l’essere al contempo dotato di spirito e di carne, l’uomo indeciso, l’uomo il cui destino ha da essere continuamente guadagnato o perso.

Il progresso dei tempi o avvicina di più l’uomo a se stesso, o lo allontana. La natura umana è sempre la stessa, e la cultura, ovvero al forma di vita e civiltà, non è che il tentativo di appropriazione secondo volontà e ragione della propria ragione. Tentativo che o riesce o fallisce, con tutte le varie gradazioni tra il fallimento completo e la beatitudine.

Tratto da:F_icon.svg
Lorenzo Gasperini

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About Lorenzo Gasperini

Allergico al pensiero debole e al buonismo. Reazionario integrale e autonomista. Capogruppo a Cecina.

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